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Una cosa (non) divertente che non farò mai più… leggerlo di nuovo

“Una cosa divertente che non farò mai più”

Spoiler: Non è divertente. E già qui, David, partiamo male.


Quando ho proposto questo libro al bookclub mi son detta: “almeno è corto, alla portata di tutti”. Non avevo calcolato quanto fosse una scelta saggia nel caso si fosse dimostrato… noioso. 😅


Wallace parte da una crociera di lusso e la trasforma in un lungo saggio sull’alienazione, il consumo, il divertimento come anestesia. Che per carità, nel ’97 immagino risultasse una bomba rivoluzionaria.

Nel 2025 suona più come: “sì, David, lo sappiamo, la società è vuota e l’intrattenimento è una trappola”.


Non fraintendetemi: Wallace scrive benissimo. Solo che a volte sembra così impegnato a dimostrarlo da dimenticarsi di farci respirare con lui.


Le famose note a piè di pagina? Mi hanno dato la stessa sensazione di quando provi a guardare un film e il tuo vicino continua a commentare ogni scena impedendo di goderti la visione in santa pace. (Che di solito la vicina fastidiosa sono io, grande presa di coscienza su questo. Grazie, Wallace.)


Capisco e rispetto chi lo ama — davvero. È acuto, intelligente, a tratti persino tenero nella sua ossessione per il pensiero. Solo che io, più che illuminata, mi sono ritrovata a contare le pagine.


Quindi sì, Una cosa divertente che non farò mai più… probabilmente leggerlo di nuovo.

Ma sono felice di averlo letto una volta: anche le letture che non ci entusiasmano ci aiutano a capire cosa cerchiamo davvero nei libri.


Stellometro non richiesto: ⭐️⭐️/5


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